Il nome poi lo cambiamo

Magari mettiamo anche una frase figa qua

Enel

Se sperate di giocare a Crack con lei e riuscire ad accaparrarvi qualche azione dell’azienda elettrica, potete anche lasciar perdere: non per niente il suo soprannome le è rimasto appiccicato per più di vent’anni.

Ma Enel non vuole vincere se non vincono anche gli altri. È una di quelle rare persone che gioiscono davvero dei successi altrui, e forse anche per questo è l’unica che conosco che piace davvero a tutti. Non è una persona che ti lascia indifferente. Quando mi è capitato di presentarle dei nuovi amici, li ha conquistati all’istante, dal primo all’ultimo, con una naturalezza che le invidio molto, e tutti mi hanno chiesto di rivederla. Perché Enel non è costruita, non si sforza di piacere, è così e basta, da sempre. Quando ti ascolta si concentra. Quando ti sorride si illumina. Quando ti abbraccia senti che ti vuole bene. Non direbbe una parolaccia neanche sotto tortura. È brava nel suo lavoro ma non dimentica le sue molteplici passioni. Ecco, forse non è bravissima a fare i dolci, ma glielo perdoniamo. Non dorme abbastanza perché ha tanta vita da conoscere.

Eppure è anche una delle amicizie più misteriose che abbia mai avuto: se a 16 anni, quando abbiamo cominciato a frequentarci, mi avessero detto che sarebbe stata l’unica con cui non avrei mai perso i contatti, forse non ci avrei creduto. Non perché non le volessi bene già allora, ma perché mi sembrava di non conoscerla appieno. Ci scambiavamo canzoni e dischi che sono stati fondamentali per la mia crescita, ma non parlava mai delle sue avventure, non si confidava, era una presenza sempre piacevole ma mai invasiva. Forse perché circondata da tante altre persone, non mi sembrava così vicina a me. E invece il tempo mi ha dato torto. Piano piano, abbiamo vissuto insieme tutta una serie di circostanze che ci hanno portate ad avvicinarci sempre più. E molte di quelle circostanze sono state dolorose.

Se Enel è così, è merito anche della famiglia in cui è cresciuta. Ecco, adesso ho le lacrime agli occhi. Perché se c’è una persona che non avrebbe mai, mai, mai dovuto andarsene era lui. Un dolore devastante ha piegato ma non ha spezzato la nostra Enel. Per me lei sarà sempre anche la collezione di dischi nella casa dei suoi. La sua cameretta. La prima casa che l’ho aiutata a imbiancare. Il momento in cui si è confidata con me per la prima volta per una delusione amorosa. Ma a restare indelebili sono soprattutto i momenti belli, i concerti, le risate, le serate al pub, i corsi all’università popolare, la musica, i giri alle fiere, i suoi sorrisi, l’attimo in cui ho saputo che sarebbe diventata mamma. E poi vi ricordate quanto era brava con le bolas?

Oggi Enel ha un grande amore e una splendida fagiolina, ma se pensate che essere mamma possa limitarla o renderla meno figa vi sbagliate di grosso.

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