Il nome poi lo cambiamo

Magari mettiamo anche una frase figa qua

I FRATELLINI

Mi chiamo Elly, ho 10 anni. Abito nel blocco 1 all’85 piano in una stanza con altri 4 bambini. Due femmine e due maschi. Siamo insieme da sempre, però volendo possiamo cambiare, solo che non cambiamo perché stiamo bene così. Rio a volte nella notte piange e allora lo consoliamo, Maud e Tail sembrano due gemelline anche se sono molto differenti se le conosci, e poi c’è Tibor che è il migliore amico di Rio e allora per forza stanno insieme.

Abitiamo nello stesso piano perché siamo nati lo stesso anno, ma io mi sento responsabile per ognuno di loro perché sono la più grande. Infatti cerco sempre di fare le cose per bene, ma per le gemelline non c’è bisogno, loro sono brave a scuola. Anche Tibor è bravo a scuola però si annoia perché sa già fare le cose. Rio invece non è bravo, si prende sempre le note perché è monello. L’altro giorno con Tibor lanciavano i temperini fuori dalla finestra con le fionde perché Rio colleziona elastici. Il risultato è stato che non avevamo più temperini e che Rio e Tibor sono stati messi in punizione. Ridono, loro ridono! Intanto i compiti di punizione glieli abbiamo fatti noi in camera. Certo che li aiutiamo, sono nostri amici, ma non si fa così! Tail infatti si è arrabbiata, sono sicura che nemmeno lei glieli farà più. Maud invece vuole solo che siamo in pace, allora io e Tail non li abbiamo picchiati, ma se si ribeccano una punizione gli spacco la faccia, a Rio.

Io dico che loro sono i miei fratellini. E’ una parola antica che ho trovato su un vocabolario giù alla biblioteca, che ancora un pochino si usa per dire quando vuoi bene a qualcuno. Ma non è un bene normale, tipo quello che Tail vuole ai topi che abbiamo nella gabbietta in camera. E’ un bene diverso, che se manca qualcuno ci pensi e aspetti che torni nel lettino la sera.

A volte mi chiedo come si possa non volere bene ai fratellini, e proprio non è possibile. E mi chiedo come sia possibile che gli adulti che ci avevano prima abbiano potuto dormire senza aspettare che un fratellino tornasse a casa. Forse gli adulti vogliono bene ai bambini come ai topi nella gabbietta? Forse per questo li lasciano andare via?

Davvero io non lo capisco. Forse anche i miei fratellini si fanno queste domande, ma non ne parliamo spesso perché Maud si agita e Rio poi di notte piange. Una cosa è certa, io non li lascerò mai.

One response to “I FRATELLINI”

  1. notnecessarilyausername Avatar
    notnecessarilyausername

    Ciao Elly, ho trovato per caso il tuo scritto infilato in una fessura tra due mattoni dell’85esimo piano e ho pensato di lasciarti una risposta nello stesso punto, anche se non so a quando risalga il tuo messaggio, perché qui non c’è più nessuno da un pezzo. Probabilmente non leggerai mai la mia risposta.

    Forse tu e i tuoi fratellini siete cresciuti e ve ne siete andati per il mondo. Io vi immagino ormai grandi, ognuno per la sua strada, ma sempre in grado di ritrovare i contatti, perché i veri fratellini non si abbandonano mai.

    Immagino Rio che non piange più, anzi, ride, ride fortissimo e fa ridere gli altri perché il rumore nasconde le lacrime, e se piange non si fa vedere, ma ha ancora bisogno di aiuto e di sentirsi parte di qualcosa.

    Immagino Tibor che ha messo a frutto la sua intelligenza ed è diventato una persona brillante che aiuta sempre tutti.

    Immagino Tail che ama ancora i topi ed è sempre pronta a schierarsi al tuo fianco.

    Immagino Maud ancora sensibile, ma ormai forte e sicura di sé e di quello che vuole.

    E immagino te, Elly, che prendi lo slancio per un futuro che non conosci, con mille domande nella testa e la curiosità buona di chi vuole capire come vanno le cose per provare a migliorarle, o anche solo perché sapere come funzionano ti dà sicurezza.

    Se chiudo gli occhi vi vedo tutti e cinque insieme durante uno dei vostri periodici ritrovi. Siete grandi, sorridenti, nascondete le cicatrici perché sapete che tanto gli altri le conoscono a memoria e non c’è bisogno di mostrarle. Basta una parola di uno qualsiasi di voi perché gli altri accorrano, come quando eravate bambini, perché siete fratelli oltre qualsiasi legame di sangue.

    Non so cosa sia successo qui, non so se ve ne siete andati di proposito o se la vita vi ha cacciati via da un luogo dove stavate bene, ma so che tra queste pareti rimarrà sempre un pezzetto di voi, di quello che siete stati e di quello che diventerete.

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